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Sogni - In sintesi

Mi trovavo nei pressi di un vecchio capannone dismesso.
All'ingresso mi è venuto incontro un gattino nero, piccolo e sanguinante. Mi ha fatto capire, miagolando, di doverlo seguire.
Mi ha guidata all'interno dell'edificio, attraverso vari locali, tutti impolverati e pieni di spazzatura, con soffitti molto alti e grandi finestre dai vetri rotti.
Siamo giunti infine in un locale simile a quelli attraversati in precedenza, e lì ho visto che c'era una gatta, con i cuccioli... e li stava divorando, un pezzo alla volta...
C'era chi era senza una zampa, chi senza parte della testa, chi con la pancia aperta, da cui fuoriuscivano le viscere... E piangevano, disperati...
Era una scena agghiacciante, e quel pianto era straziante.
Ma sapevo di non poter oramai fare più nulla per loro.

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categoria:sogni angoscianti

Ero al mercato.
Mi sono fermata ad un banco di verdura, dietro al quale si trovava una corpulenta signora bionda, con aspetto da strega, che mi ha venduto un'enorme sporta di carciofi.
Mi ha poi chiamata da una parte, per insegnarmi a ripulirli, in modo da ottenerne solo il cuore.
Con un coltellino affilato mi spiegava, con maniere un po' brusche, come assottigliare il carciofo, strato dopo strato, e come alleggerire la base, senza romperla.
Poi se ne è andata, tornando al suo banco, e io sono rimasta lì, in un angolo, con un carciofo in mano.
Ho cominciato, seguendo i consigli della signora, a lavorare gli strati del carciofo...
L'operazione è proseguita a fatica, e con lentezza.
Quando ho tagliato la parte superiore, le punte delle foglie, ho scoperto che il carciofo era cavo, al suo interno non aveva il cuore... Ho guardato dentro la cavità buia, incuriosita... e ho visto qualcosa che si muoveva... e infine due occhi scuri che mi guardavano...
Terrorizzata ho lasciato cadere a terra il tutto, e mi sono istintivamente allontanata, continuando però a guardare...
E ho visto che dal carciofo usciva un uccello nero (in verità molto più grande del carciofo), che non volava, ed era alquanto intimorito.
Incredula, sono corsa dalla signora, e le ho raccontato ciò che mi era appena accaduto.
Lei, senza scomporsi, mi ha dato quella che era la sua ipotesi...
Secondo lei l'uovo poteva essere caduto dal nido, o poteva essere stato deposto a terra, ed era poi stato inglobato dal carciofo che stava nascendo.
In quel modo l'uovo era stato covato all'interno del carciofo, e lì poi si era dischiuso.
E l'uccello era cresciuto, nutrendosi dei microrganismi contenuti all'interno dell'ortaggio.
E ovviamente non aveva potuto imparare a volare, e nemmeno aveva mai visto la luce del sole.
Poi sono stata distratta da qualcosa, mi sono dovuta allontanare...
Quando sono tornata, il mercato era finito, e la signora stava smaltendo la verdura avanzata dentro ad un tritarifiuti.
Ho notato che in mezzo alle pale taglienti giravano anche dei lembi di carne, oltre alle vedure...
Le ho domandato cosa fossero, e lei, dopo un'iniziale reticenza, mi ha risposto che si trattava dell'uccello.
Allora mi sono arrabbiata, e le ho chiesto che motivo ci fosse di uccidere il povero animale...
E lei mi ha risposto che era stato meglio così, che non sarebbe potuto comunque vivere per molto, non sapendo volare.

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categoria:sogni surreali

Mi trovavo nella sala di un cinema, al buio. Ero sola.
Avevo in mano un telecomando, con il quale gestivo lo schermo, sul quale non c'erano proiezioni cinematografiche, ma un collegamento a internet.
Navigavo, cercando uno stendibiancheria da soffitto.
Tra i vari articoli, uno in particolare ha attirato la mia attenzione: era una poltrona da camera, con funzione di portapigiama. Era in plastica rigida, e la base era a forma di busto umano, senza braccia. Esisteva la versione machile e quella femminile.
In pratica, al mattino, per evitare di spiegazzare il pigiama, una volta tolto, lo si sarebbe dovuto sistemare ordinatamente addosso al mezzo manichino, che fungeva anche da basamento per l'originale sedia.

Poi c'è stato un salto spazio-temporale, e mi sono trovata in una stanza, davanti ad un monitor. Guardavo delle immagini fisse, che mandavo avanti tramite un pulsante.
Erano dei disegni fatti a mano libera, da un uomo che aveva voluto rappresentare in quel modo i suoi sogni.
Aveva usato colori pastello, e le ambientazioni erano per la maggior parte bucoliche e comunque rasserenanti.
E in ogni immagine, immancabilmente, c'era l'uomo che finiva con il piantare un'accetta in mezzo alla testa di una donna, che appariva sempre con un'aria più stupita che spaventata, come se il gesto arrivasse all'improvviso.
Ad un tratto, nella stanza dove mi trovavo, si sono aperte le porte di un ascensore, e ne è uscita una ragazza che non conoscevo.
Mi ha salutata amichevolmente, ed è passata, come dovesse andare a sbrigare qualche faccenda.
Poi è tornata, e si è seduta sul tavolo dove si trovava il monitor. E' rimasta lì, a curiosare.
Le ho mostrato le immagini che tanto mi stavano colpendo, spiegandole di cose si trattasse.
Poi le ho domandato: "Ma tu, cosa pensi di un uomo che fa simili sogni?".
Lei ha risposto che sicuramente doveva avere qualcosa che non andava.
E io, ridendo, le ho detto "Ora capisco la perplessità che mostrano i miei amici quando racconto loro i miei sogni...".

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categoria:sogni surreali
Ero ad una festa. Non conoscevo nessuno. Mi sentivo alienata ed annoiata.
Sono uscita in terrazza, e sono rimasta lì, a guardare gli altri che si divertivano.
Dalla mia posizione riuscivo a scorgere tutte le finestre delle varie stanze, e potevo guardare ciò che stava accadendo dentro.
La mia attenzione è stata attirata da una coppia, impegnata in una performance sessuale al limite dell'acrobatico. Dall'immagine complessiva, ciò che spiccava di più era il sesso delle donna, di un rosa acceso.
Poi me ne sono andata dalla terrazza, e ho gironzolato per la casa, negli ambienti deserti. Sono capitata in una cucina sotterranea, e lì, nel centro della stanza, ho trovato un grosso trespolo, con degli anelli di metallo, e in ognuno di questi vi era infilato un contenitore di vetro, a forma di cono, contenente del gelato. Ogni contenitore aveva un gusto diverso.
Ho preso una ciotola, e ho cominciato a prendere del gelato da ogni cono. Ero incuriosita, e ingolosita. Avevo voglia di provarne più possibili, ma la ciotola che avevo a disposizione non riusciva a contenerli tutti... e questo mi infastidiva.
Poi è sbucato da non so dove un ragazzo, e io gli ho offerto del gelato, invitandolo a provare il gusto chiamato "Rogo Veneziano", una specie di panna con variegatura di fragola, il cui rosa esplodeva sul bianco come fosse fuoco.
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categoria:sogni realistici
Ero entrata in un giardino coperto. A terra c'era dell'erba, e, sopra, una tettoia di plexiglass. Mi ricordava una serra.
C'erano tanti gatti, di ogni colore. Alcuni indifferenti a me, altri che si avvicinavano e si strofinavano alle mie gambe.
Ero affascinata, e insieme turbata.
Poi sono uscita, e sono tornata in strada. Era buio.
Mentre camminavo ho sentito un miagolio fortissimo. Ho cercato intorno a me dove fosse il gatto così disperato da lamentarsi a quel modo, e ho scorto un cucciolo, piccolissimo, appena nato, che era stato calpestato ed era ridotto malissimo.
Continuava a piangere, in un modo straziante, e io non potevo fare nulla, perché era irrecuperabile.
Ero angosciatissima.
Mi sono appoggiata le mani sulle orecchie, per non sentire più quei lamenti devastanti, e sono entrata in un negozio di frutta, pieno di gente, e ho supplicato che qualcuno andasse a finire quel povero gattino, perché smettesse di soffrire.
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categoria:sogni angoscianti